E' difficile che uno scrittore di gialli ( scelgo questa definizione onnicomprensiva di tutti quei libri che hanno al centro un mistero, uno o più omicidi, uno o più investigatori) possa sorprendere un lettore forte, abituale consumatore di trame ruotanti intorno alla morte non accidentale di qualcuno.
Chi ha letto i grandi classici del giallo è di palato fine e non si accontenta facilmente. C'è una marea di schifezze spacciate per avvincenti storie di crimini e investigazioni in giro per le edicole e le librerie.
Lo stesso "Giallo Mondadori", collana di grande prestigio ed educatrice di intere generazioni di lettori affezionati ai complicati crimini da risolvere un attimo prima che lo facesse l'autore del libro, non è più di moda, avendo perso autorevolezza e capacità di proporre il meglio del genere.
Il giallo, in effetti, si è espanso in maniera impressionante; da
genere è diventato letteratura tout-court o oggi appare come il veicolo principale per una lettura critica della società.
Gli autori sono tanti, i linguaggi usati si sono moltiplicati, e i crimini...avvengono dappertutto, in modalità sempre più sofisticate; la televisione ci ha messo del suo ad incentivare la misteriosa attrattiva di omicidi, stragi, perversioni e misteri.
Ma gli ingredienti di un buon giallo rimangono gli stessi di sempre ed è su questi che si misura la validità del libro e del suo autore.
Un omicidio che sconvolge per la sua efferatezza, imprevedibilità e capacità di destabilizzazione della comunità e che turba l'ordine apparente delle cose.
Dei personaggi credibili e ben descritti.
Degli investigatori capaci e dalla personalità non comune.
Una scrittura forte, avvincente, logica che da un lato rappresenta la forza della ragione investigatrice e dall'altro non nasconde e non sottovaluta il lato umano, umanissimo, sotteso all'esperienza del delitto in tutti i personaggi.
Una risoluzione del caso che sia coerente e, insieme, sorprendente, che si lasci intravedere ma che si espliciti solo nel finale, con un colpo di reni dell'autore che scuote anche il lettore.
Leggere un bel giallo significa passare ore su una poltrona, circondati da un silenzio assoluto e con la sensazione di avere sotto il sedere degli spilli che di tanto in tanto pungono e tengono in tensione il corpo e la mente.
Da quella poltrona ci sia alza solo quando la storia esplode nel finale e gli spilli spariscono...
C'è qualcuno, tra gli scrittori di oggi, capace di eguagliare i grandi classici. Inutile fare nomi, forse.
La Vargas, la Gimenez-Bartlet, Izzo, Rankin, Mankell ( La Holt no, non mi è piaciuta davvero), per citare gli stranieri.
E ora, almeno per me, come ultima acquisizione,
Stieg Larsson, lo scrittore svedese autore della Trilogia del Millenium, di cui sono usciti due titoli: Uomini che odiano le donne e La ragazza che scherzava con il fuoco. A Gennaio uscirà l'ultimo volume, La regina dei castelli di carta.
La trilogia non avrà un seguito, perché Larsson è morto improvvisamente d'infarto nel 2004, dopo aver salito a piedi nove piani di scale ( alla faccia di chi dice che fare le scale fa bene...).
Peccato, per lui e per noi lettori. Sì, perché Larsson è uno scrittore coi fiocchi.
I due gialli che ho letto mi hanno tenuta incollata alla poltrona di cui sopra, nonostante, anzi grazie agli spilli..., sempre di cui sopra.
Non una parola da togliere in questi ponderosi volumi, in cui Larsson mette in piedi, in una Svezia sorprendente, delle trame avvincenti, gestite da personaggi assolutamente credibili, per quanto assai distanti dai prototipi di investigatori a cui si è abituati.
Un giornalista idealista, coerente, appassionato e dalla vita sessuale assai disinvolta e promiscua.
Una investigatrice non ufficialmente tale, dal passato doloroso e dal presente stravagante; una figura femminile assolutamente originale, che scardina ogni categoria interpretativa e che diventa un'eroina, malgrado i suoi comportamenti e l' etichetta di persona socialmente disadattata con la quale ci viene presentata.
I due s'incontrano, è chiaro. Ma tutto, tra loro, è diverso da come ce l'aspetteremmo. Si avvicinano e si allontanano, complici i fatti e le vicende di cui sono protagonisti. E i fatti e le vicende sono al centro dei libri di Larsson. Succede sempre qualcosa, in ogni pagina.
Fino all'ultima parola.
Che volere di più da un giallo?