Leggo Nick Hornby da un bel po' di libri suoi. Mi piace ancora, a volte di più, a volte meno. "Non buttiamoci giù" mi aveva intrattenuto piacevolmente per molte ore, facendomi davvero ridere molto con le storie di 4 disperati pronti a buttarsi giù da un palazzo e farla finita con le sfighe continue e le incapacità personali.
Hornby ha molte qualità come scrittore: ha una prosa coinvolgente e scorrevole, un fortissimo senso dell'umorismo, grandi doti di tenerezza verso i suoi personaggi e una capacità, spesso improvvisa e geniale, di dire con grazia e ironia gli spaesamenti continui e le paure dei suoi personaggi. Personaggi che sembrano buffi e strampalati, finzioni letterarie, tipi umani irreali.
E invece no, secondo me.Non sono affatto irreali. Appaiono buffi e strampalati non perché lo siano sul serio, ma perché Hornby non ci descrive dall'esterno le loro storie, ma ci fa precipitare dentro di esse e ciò che leggiamo non è una storia ma direttamente le idee e le emozioni dei personaggi.
Hornby, e noi con lui, diventa quel personaggio.
E chi è di noi che, visto dall'interno, non apparirebbe buffo e strampalato?
Se davvero un giorno un chip posizionato nel sistema nervoso riuscirà a fare una trascrizione immediata di ogni nostro pensiero, di ogni nostra emozione, di ogni nostro stato d'animo, Hornby diventerebbe l'antesignano umano di questo chip.
L'ultimo suo romanzo, "Tutto per una ragazza", non è forse brillante come il penultimo. Ho riso di meno leggendolo, ma ho comunque sempre sorriso.
L'effetto sorpresa, a leggere con regolarità uno scrittore, svanisce. Avanza talvolta il sospetto di un cliché che si ripete. Insomma, Hornby rimane Hornby. E comprare un suo libro è come comprare un uovo di Pasqua, sperando che la sorpresa contenuta sia davvero una sorpresa. Si sa come finisce, in genere...una sorpresina che può anche essere inferiore alle attese. Però la cioccolata resta buona e fibnisce in poco tempo.
Così è Hornby, un uovo di Pasqua che alimenta speranze e attese e regala sempre un sapore dolce e gradevole.
"Tutto per una ragazza" è la storia di Sam, quindicenne in crescita, su cui piomba, più o meno incolpevolmente, la necessità di cambiar vita o, più esattamente, di crescere e diventare uomo, con un ritmo accelerato e inaspettato. Un ritmo che Sam prova a fermare in ogni modo, perché non vuole dovere fare in fretta, saltare fasi della vita, prendere impegni senza essere pronto. Ma il tempo si fa beffe delle sue paure. Il futuro viene a visitarlo e, come se fosse il trailer di un film in programmazione, gli anticipa eventi, situazioni, comportamenti.
Sam ci mette un po' ad accettare che il suo futuro gli si preannunci con invadenza nel presente, teme che significhi la perdita della libertà.
Non sarà così. Sam impara proprio dall'interferenza tra presente e futuro ad affrontare la situazione e a lasciare aperta la portà della libertà.